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Luna d’asfalto

Il mare a Cormano è asfalto di litoranea come in Liguria, circondato da cemento, puzza di gasolio, caseggiati alti come grattacieli.
E marciapiedi con bimbi saltellanti a mezza notte, vestiti succinti, muscoli fuori, la luna si affaccia comunque.Noi abbiamo parlato di emozioni e cambiamenti, mentre gli altri se ne stavano quieti ai tavoli coi loro discorsi di andazzo quotidiano. Noi invece approfondiamo, sveliamo storie, immaginiamo scenari che portano lontano.
Al mare, per esempio, oltre i caseggiati di cemento, oltre i nostri stessi racconti, che si fanno sole sulle spiagge di Cormano.Fuori, finite le sigarette, il caldo ci sospende nella notte, immobile; odori ci invadono dalle cucine, dai tubi delle moto accanto, odori di viavai estivo, suoni di clacson, e nebbia, di semafori lampeggianti per occhi astigmatici.
C’è un mare da scoprire oltre la soglia, che ci tiene vigili nella valle di lacrime, un mare pregno, luminoso, come questa luna d’asfalto.
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Il concerto

Il concerto comincia quando il sole si abbassa. È solstizio, è il 21 giugno. Quattro musicisti sul palco accordati su pezzi che hanno fatto la storia della musica. Il suono è perfetto, raffinato e il contrabbasso mi porta lontano da quegli stessi pezzi che hanno fatto la storia, spesso in stile elettrico, riconducendo la musica ad un’essenza nuova, una dimensione tutt’uno con la luna. E mi risuona talmente che non posso che abbandonarmi a sensazioni ed emozioni. E tra passato e presente, luci ed ombre, yin e yang, mi lascio andare alla commozione, al canto libero senza giudizio, all’abbraccio di una notte, all’umorismo.
Da dove arriva quella commozione? Dalla malinconia delle cose che non tornano? Forse. O dal saluto finale a quelle stesse cose, per condurmi ad una nuova forma? Sarà, ma a me tutto ciò sembra così vero e tangibile, che il passato è presente, la luce è ombra, lo yin è lo yang e la vita è morte.
Ringrazio gli dei per questo concerto, che c’è sempre mistero e meraviglia e sorpresa dove tutto è possibile!!
«Sono vastità, contengo moltitudini» – W. Whitman
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La mia anima a metà

Metà di tutto, tolgo. La gente parla di bagni al mare, di allenamenti low carbs, e anche di presupposti negativi che non portano a niente. L’intorno mi colpisce sempre, capto discorsi, attendo segni dell’universo.
Rivedo film che inneggiano alla vita, sento la leggerezza del momento, con la mia anima a metà fra ciò ché è stato e ciò che è. Pareggio i conti col passato, e tremo, per un futuro presente, a pochi passi.
Scrivere è ciò che rende lucida la mia esistenza, che calma i surrogati non miei.
Il resto sono passaggi di tempo.
Ogni realtà è realtà sospesa, non me lo dimentico. -
La linea orizzontale

La morte,
orizzontale con la vita,
Entrambe abbracciate in un bacio,
L’una sopra l’altra
Come onde del mareDocili e in tempesta
E poi improvvisamente la risacca
E di nuovo la burrasca,
E ancora la brezzaUna linea che mai si spezza,
In un andirivieni infinito,
Che se lo guardi dalla spiaggia,
Rimane Dio -
Del resto la morte ha molto più fascino

I jeans buttati sulla sedia, insieme agli altri mille vestiti sospesi dei giorni scorsi. Vorrei vedere un film, ma è troppo tardi per tutto.
Il bagno, nello specchio un andirivieni di me che non so che farmene, fortunatamente il profumo del latte detergente proclama il mio esserci, presente e desiderosa di vita.
Ho i capelli arruffati dei sogni incorporati nel divenire della giornata, un andare che spesso non si vuole distaccare dal passato.
Metto la crema, la spalmo, roteando intorno al terzo occhio con intento.
Se la paura più grande è perdere tutto, allora l’ho già fatto, accumulare scarpe e integratori nel cassetto servirà a ben poco.
Se questo vuoto perfetto della notte avesse un senso anche col sole, sarebbe troppo.
Del resto la morte ha molto più fascino, metterò tacchi alti, rossetto e un sorriso domani, ogni volta che me lo chiederanno. -
Zitti, state zitti

C’è uno spazio da guardare fuori e dentro, non c’è bisogno di parlare sempre.
Come potete altrimenti sentire emozioni e sensazioni e abbandonarvi al viaggio, se parlate continuamente?
Se impegnate la mente di parole?
Come potete ascoltare gli altri, se siete così impegnati su voi stessi?
Opinioni. Giudizi.
Ma godetevi ogni tanto l’intorno. In silenzio..
Rilassatevi. -
Le cose cambiano come le creme

Le cose cambiano come le creme sul bordo del lavandino. Da un momento all’altro nuove marche. Dove e quando le ho comprate?
Cambiano, come i bambini che sempre piangono, eppure crescono e sembra di no.
Come i fratelli che vanno a Milano e tornano tardi la notte e prima non lo facevano.
Le cose cambiano, come i ponteggi nuovi su Villa Clerici e non me n’ero accorta.
Cambiano, nel corpo che avevo un anno fa e non è più lo stesso.
Nella visione di nuovi orizzonti, cambiano.
Rimangono,
i grilli nel silenzio della mia casa notturna, gli alluci che si sfregano fra loro sorridendo,
il cuore che batte,
il respiro che avvolge,
nell’istante immobile.
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Aria sulla soglia

Sulla soglia fra l’anno passato e quello presente apro la porta, c’è aria calda che mi investe; leggera e leggiadra, mi porta gli occhi oltre.
Un respiro che richiede presenza, ho in una mano uno scettro di luce, nell’altra una spada di fuoco.
Mi siedo sulla soglia, guardo, e il mio sguardo arriva ovunque senza stancarsi.
È l’ignoto e stavolta lo accolgo come qualcosa che mette pace, che non si sa e per questo si sa, l’eternità di un momento e l’imparmanente insieme.
Col cuore ricolmo e tutte le possibilità del mondo.
Cheers! -
Il Natale dietro l’albero

Dietro l’albero, a ridosso del muro spoglio, metto da sempre meno palline colorate, non si vedono, ho sempre pensato. L’importante è la scena davanti agli occhi, ciò che appare.
Mi sono sempre chiesta come si senta l’altra faccia del pino, chi lo vede dal bianco del muro cosa direbbe?
Voglio mettermi dall’altra parte del Natale, osservando il vuoto dell’albero, voglio mettermi dall’altra parte ascoltando:
tutta la malinconia,
lo spaesamento,
la mancanza,
il silenzio,
l’oscurità.
Come una luna che non può esistere se non grazie alla sua metà.
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L’energia dell’autunno

Colori gialli, rossi, mentre il buio arriva e porta altrove. Un’immersione nella notte della vita, un’immersione dentro.
L’autunno non fa scalpore nè scandalo, sembra non succeda niente, eppure porta con sé quel che serve a sentirsi vivi, ovvero la morte.
Tira fuori energie nascoste, troppo facili d’estate. Invoca dei rimasti in paziente attesa dietro i riflettori, non chiama per dimostrare, per farsi notare.
L’autunno è luna, una lanterna che affiora dal profondo ad illuminare l’essenziale.
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Tanti auguri per il tuo blog, lo seguirò con piacere❤🧡💛
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