Petizione per togliere Tajani dal suo posto e metterlo sul comodino

Metti un Tajani qualsiasi che diventa vice-presidente del consiglio…puff.

Metti che cominci ad apparire ovunque e in situazioni esilaranti. Un manuale di oratoria politica oltremodo sorprendente, un compendio di persuasione linguistica d’avanguardia, concentrati in un unico essere umano.

Metti che inizi a parlare e dopo i due punti si scatenino tutti con meme, battute, imitazioni, in questo mondo e in quell’altro.

Metti che il suo valore e il suo principale merito siano di rendere la vita delle persone più comica e ironica, e che abbia il talento di farci dimenticare i drammi dell’esistenza. Non avrebbe compiuto la sua missione e scoperto il suo superpotere?

Non rimane quindi altro, per rendergli giustizia, che spostarlo dal suo posto e metterlo sul comodino, un pupazzo simpatico con una lampadina nel culo e un mantello, per ricordarci della nostra autostima e addormentarci felici tutte le sere, col sorriso a fior di pelle.

Grazie Antonio, sei il nostro supereroe!

Il tavolo della luna

Sulla passeggiata a mare c’è un tavolo sospeso proprio davanti alla luna.

È un tavolo apparecchiato a festa, con tovagliette svolazzanti a quadretti, forchette argentate e piatti con crepe dorate. È un tavolo che ricorda la tenerezza degli amori mano nella mano, mentre li vede passare da lontano. Che guarda i visi abbronzati dei padri con le figlie imbronciate affianco, i ragazzi fermi sul muretto a decidere che serata sarà,  un tavolo che scruta i passaggi dell’estate e ascolta, ascolta: voci improvvisate, sconosciute, veloci,  stralci di discorsi che messi insieme fanno una storia.

Un tavolo che si lascia infine dietro il frastuono, vede sorrisi stretti fra denti distanti, braccialetti comprati sulla spiaggia, bambini pensati per essere lasciati davanti a uno schermo, uomini che non corteggiano, parole che non escono, attraversate dal silenzioso suono delle onde, che invoca quello di Dio, dentro di noi per l’intero inverno.

Il concerto

Il concerto comincia quando il sole si abbassa. È solstizio, è il 21 giugno. Quattro musicisti sul palco accordati su pezzi che hanno fatto la storia della musica. Il suono è perfetto, raffinato e il contrabbasso mi porta lontano da quegli stessi pezzi che hanno fatto la storia, spesso in stile elettrico, riconducendo la musica ad un’essenza nuova, una dimensione tutt’uno con la luna. E mi risuona talmente che non posso che abbandonarmi a sensazioni ed emozioni. E tra passato e presente, luci ed ombre, yin e yang, mi lascio andare alla commozione, al canto libero senza giudizio, all’abbraccio di una notte, all’umorismo.

Da dove arriva quella commozione? Dalla malinconia delle cose che non tornano? Forse. O dal saluto finale a quelle stesse cose, per condurmi ad una nuova forma? Sarà, ma a me tutto ciò sembra così vero e tangibile, che il passato è presente, la luce è ombra, lo yin è lo yang e la vita è morte.

Ringrazio gli dei per questo concerto, che c’è sempre mistero e meraviglia e sorpresa dove tutto è possibile!!

«Sono vastità, contengo moltitudini» – W. Whitman

Aria sulla soglia

Sulla soglia fra l’anno passato e quello presente apro la porta, c’è aria calda che mi investe; leggera e leggiadra, mi porta  gli occhi oltre.
Un respiro che richiede presenza, ho in una mano uno scettro di luce, nell’altra una spada di fuoco.
Mi siedo sulla soglia, guardo, e il mio sguardo arriva ovunque senza stancarsi.
È l’ignoto e stavolta lo accolgo come qualcosa che mette pace, che non si sa e per questo si sa, l’eternità di un momento e l’imparmanente insieme.
Col cuore ricolmo e tutte le possibilità del mondo.
Cheers!