Il tavolo della luna

Sulla passeggiata a mare c’è un tavolo sospeso proprio davanti alla luna.

È un tavolo apparecchiato a festa, con tovagliette svolazzanti a quadretti, forchette argentate e piatti con crepe dorate. È un tavolo che ricorda la tenerezza degli amori mano nella mano, mentre li vede passare da lontano. Che guarda i visi abbronzati dei padri con le figlie imbronciate affianco, i ragazzi fermi sul muretto a decidere che serata sarà,  un tavolo che scruta i passaggi dell’estate e ascolta, ascolta: voci improvvisate, sconosciute, veloci,  stralci di discorsi che messi insieme fanno una storia.

Un tavolo che si lascia infine dietro il frastuono, vede sorrisi stretti fra denti distanti, braccialetti comprati sulla spiaggia, bambini pensati per essere lasciati davanti a uno schermo, uomini che non corteggiano, parole che non escono, attraversate dal silenzioso suono delle onde, che invoca quello di Dio, dentro di noi per l’intero inverno.

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