I jeans buttati sulla sedia, insieme agli altri mille vestiti sospesi dei giorni scorsi. Vorrei vedere un film, ma è troppo tardi per tutto.
Il bagno, nello specchio un andirivieni di me che non so che farmene, fortunatamente il profumo del latte detergente proclama il mio esserci, presente e desiderosa di vita.
Ho i capelli arruffati dei sogni incorporati nel divenire della giornata, un andare che spesso non si vuole distaccare dal passato.
Metto la crema, la spalmo, roteando intorno al terzo occhio con intento.
Se la paura più grande è perdere tutto, allora l’ho già fatto, accumulare scarpe e integratori nel cassetto servirà a ben poco.
Se questo vuoto perfetto della notte avesse un senso anche col sole, sarebbe troppo.
Del resto la morte ha molto più fascino, metterò tacchi alti, rossetto e un sorriso domani, ogni volta che me lo chiederanno.