Un sorriso mi passa accanto, davanti agli occhi.
Mentre mi chiedo quel sorriso cosa sta pensando, si, di me. Seduta sola, davanti a un mondo che mi guarda e vuole. E poi, sta pensando davvero di me? E perché ho pensato che stesse pensando di me? Cosa dovrei fare per non pensare che stesse pensando di me? E perché dovrei pensare al mio non pensiero?
Urca, non so più cosa pensare. E questo fa soffrire. Perché sentirmi libera di pensare è il meglio che mi possa capitare, idee, progetti, sensazioni ed emozioni. Perché nasconderle dietro? Ecco, un’altra domanda del pensiero.
Tante volte mi sono chiesta: da dove arriva tutto questo? L’analisi dell’analisi, lo sviscerare la mia mente per arrivare al nocciolo. Un sofisticato marchingenio, che mi fa compagnia.
Una lotta perpetua, che depone le sue armi solo davanti all’inarrivabile.
Un gatto che resta fermo, taciturno. ipnotizzato dall’infinito mistero.