Dietro l’albero, a ridosso del muro spoglio, metto da sempre meno palline colorate, non si vedono, ho sempre pensato. L’importante è la scena davanti agli occhi, ciò che appare.
Mi sono sempre chiesta come si senta l’altra faccia del pino, chi lo vede dal bianco del muro cosa direbbe?
Voglio mettermi dall’altra parte del Natale, osservando il vuoto dell’albero, voglio mettermi dall’altra parte ascoltando:
tutta la malinconia,
lo spaesamento,
la mancanza,
il silenzio,
l’oscurità.
Come una luna che non può esistere se non grazie alla sua metà.