l sesso è un gatto col naso all’insù, che annusa ogni cosa ci sia nell’aria.
Il sesso è odore. La parola stessa lo sprigiona: quelle esse soavi che sibilano nel naso, lo inducono ad attivarsi, a procacciarsi la preda, a mettersi in moto.
Sudati, i corpi esalano il pungente profumo di un fiore appena sbocciato, pungente si, perché pregno del seme acido che è stato prima.
In erba, si avviluppano come dolci e succose prugne, che ricordano i campi d’estate, il polline odoroso di spighe portate dal vento.
Il sesso ha odore di lievito, si dilata come nuvola che porta tempesta. E spinge, e soffia giù dalle narici un respiro che è mistero.
Sul campo non ci sono più né preda né predatore; rimangono corpi bagnati, stravolti dall’odore fugace, come solo gli amori sanno essere.