UN’ESTATE OLIMPIONICA

La cittadina al sole vive stamani di turisti lenti, vetrine in attesa, tovaglie che svolazzano per il pranzo.

L’hotel Piroscafo, all’ombra delle barche, guarda sulla piazza l’acqua ondeggiare di luce tenue e verde, il vociare è dolce come il vento accennato che a tratti si fa vivo. Mi colpisce un odore di fragola inaspettato per il luogo, una famiglia di lingua nordica si siede dietro di me, permettendomi di nascondermi senza più sapere dove sono.

Lentamente, lentamente, come l’estate vuole, moto spompe parcheggiate a ogni dove. E gabbiani, a filo sull’acqua, planando come Livingstone, urlando di esserci. E targhe gialle francesi: com’è che fate nuotare gli atleti nella Senna? Bella questa donna in bianco che mi passa vicino. quale sarà il tuo destino? Ammutolita davanti a uno che la scruta, parla di temperature, di clima afoso.

E’ tutto mio questo albergo, seduta nel centro della hall, anime di persone che vanno e vengono. Basterebbe un cenno, uno qualsiasi, diverso da quelli che mi vedono come ospite. E’ un uomo bellissimo, chissà che vita ha fuori di qui. Mi domando se voglio scoprirlo, in verità vorrei essere io ad essere scoperta. Vvorrei essere la scoperta di qualcuno, in questa gloriosa estate olimpionica, ecco la mia medaglia.

Lasciarsi scoprire, lasciarsi scoprire. Che ci vuole?

E poi quietarsi, sentire il culo poggiato sul lettino, gli occhi ondeggianti dalla musica soffusa, lettura di momenti e di segni, i buoni auspici dei sogni. La piscina riempie quasi tutti gli spazi, una sposa festeggia con le amiche, i nonni giocano coi nipoti. L’acqua mi trasporta in leggerezza, su di un filo che toglie ogni penosa gravità al mio corpo, ne godo finché posso. Ciò che più mi manca, qui, è la parola parlata, scambiata con occhi e sensazioni, prospettiva di emozioni. Ma si dice anche coi silenzi, si sente anche con gli sguardi.

L’uomo è fatto di educati discorsi, scambi di perifrasi da scoprire, accenni di esistenza. E’ tutto senza slanci, tutto contenuto in pochi passi. Se mi piace? Sì, e mi perdo in fantasie da fiato sospeso e vorrei che fosse qui, adesso, anche solo per stanotte.

Un’ultima notte di pochi giorni di lago all’Hotel Piroscafo, il solo grado che mi separa dall’essere totalmente felice, in pace, con tutta la vita davanti.

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