Che bello andare per strade sconosciute, innominate, mai pervenute.
Riportano al senso dell’ignoto e a un non senso che tanto fa respirare.
Nulla da sapere, solo verde e campi e discese di sassi che alternano ruscelli.
Qualche faccia incontrata sul ciglio, qualche bicicletta, cascine perse nel nulla.
Rilassarsi fa mollare la presa, fa dire eccomi qua, è tutto ok, tutto perfetto così come è, anche se lui ancora manca, al cuor non si comanda.
Che bello andare per strade sconosciute, innominate, mai pervenute.
Io il mio nome lo conosco bene e mi piace. Supportarlo è costato caro a volte.
Eppure, in questo crocevia di fine strada, in silenzio, voglio svoltare ancora una volta a destra, verso casa e riprendere il cammino.
Nel sacro ignoto del tutto a venire.
Che bellezza.
