Siamo tutte un pó principesse quando varchiamo la soglia dal parrucchiere, meglio se donna.
Pettini, spazzole, schiume e maschere, ci accomodiamo al lavateste pervase dai movimenti intorno, phon accesi e consigli sul colore. E le parole diventano femminili come per magia, quella crema là, o, devi asciugarli a testa in giù, l’olio solo sulle punte, se no si appesantiscono; stasera prima di infilarti il vestito, tirali su con un elastico morbido e mi raccomando l’ombretto sfocato sulle palpebre.
Ho conosciuto quello, sembra interessante mi ha invitato a cena ma domani ho la colonscopia. Tutte zitte alla parola colonscopia, con tutto quello che si porta dietro e dentro il culo.
Noi principesse sappiamo parlare di merda e nel frattempo di profumi e rossetti ed emozionarci per un tramonto sul mare.
Sappiamo, noi principesse, che tutto potrebbe andare storto da un momento all’altro, che i collant potrebbero smagliarsi sul più bello, che il rimmel potrebbe sbavare, che potremmo dimenticare l’elastico morbido in testa, sappiamo soprattutto che la zucca al forno è spesso meglio di una carrozza d’oro e che se perdiamo una scarpa sulle scale, probabilmente nessuno ce la riporterà, se non noi stesse.
Femmine per piacerci, ma con in bocca sempre un pó il desiderio di piacere proprio a quel tipo lì interessante, prima e dopo la colonscopia.
Femmine, che importa.
ROBA DA DONNE