DA QUI SI VEDONO I PINK FLOYD

Eccomi qua, nella maestà di un luogo non ben definito nell’Universo, a improvvisare giornate inaspettate, in uno stare sospesa fra nuvole buone, col pensiero a un dovere che risuona gesti del passato, senza più ragion d’essere.

Svolgo la missione della realtà, cercando disperatamente di toccare terra, rocambolo su me stessa, non mi riesce. Provo a rilassarmi, lascio fluire il tempo, so che posso farcela, anche a non provarci.

Il tempo, il tempo non mi basta per scorrere dal corpo tutta questa energia che sento, il mondo va da un’altra parte. Dire sì, alla vita, a smettere di fumare e mangiare, sì a tutto quello che mi sta aspettando laggiù. Sì, alla musica.

Basta uscire, mettere la testa fuori, prendere la luna in mano, esprimere, volare.

Questo appartamento tra le stelle, che mi racchiude e mi traduce, but I want more.

Metto la mano sul cuore, che tambura battiti innamorati. La sospensione non può durare per sempre e io non sarò mai arrivata a destinazione, mai.

Per ora rimango, da Qui si vedono i Pink Floyd.

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